Onicofagia e Salute del Cavo Orale: Un Approfondimento Completo

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L’onicofagia, comunemente nota come l’abitudine di mangiarsi le unghie, è un comportamento che molte persone adottano, spesso inconsciamente, per vari motivi psicologici e comportamentali. Sebbene possa sembrare un’abitudine innocua, l’onicofagia ha effetti significativi sulla salute del cavo orale e, più in generale, sulla salute dentale. In questo articolo, esploreremo in dettaglio i vari aspetti di questa abitudine, i suoi effetti sul cavo orale e come i professionisti della salute dentale possono intervenire per aiutare i pazienti a superare questa problematica.

Cos’è l’Onicofagia?

L’onicofagia è il termine scientifico per indicare l’abitudine di mordere e mangiare le unghie. Questo comportamento è molto comune, soprattutto tra bambini e adolescenti, ma può persistere anche in età adulta. Le cause dell’onicofagia possono essere molteplici e includono stress, ansia, noia, o semplicemente l’abitudine. Anche se può sembrare una pratica innocua, l’onicofagia può portare a una serie di problemi di salute, in particolare per quanto riguarda il cavo orale.

Cause e Fattori Scatenanti

Stress e Ansia

Uno dei principali fattori scatenanti dell’onicofagia è lo stress. Molte persone mordono le unghie come un meccanismo di coping per affrontare situazioni stressanti. L’atto di mordere le unghie può fornire una temporanea sensazione di sollievo o di controllo in momenti di ansia.

Noia e Abitudine

In alcuni casi, l’onicofagia è semplicemente un’abitudine che si sviluppa nel tempo. Le persone che si mordono le unghie spesso lo fanno inconsciamente mentre guardano la televisione, leggono o fanno altre attività passive.

Condizioni Psicologiche

L’onicofagia può anche essere associata a condizioni psicologiche come il disturbo ossessivo-compulsivo (OCD) e il disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD). In questi casi, mordere le unghie può essere una manifestazione fisica di questi disturbi.

Effetti dell’Onicofagia sulla Salute del Cavo Orale

Danni ai Denti

Uno dei principali effetti dell’onicofagia sulla salute del cavo orale è il danno ai denti. Mordere le unghie può causare microfratture e scheggiature nei denti, specialmente nei denti anteriori. Questi piccoli danni possono accumularsi nel tempo e portare a problemi dentali più gravi.

Problemi di Occlusione

L’onicofagia può anche influenzare l’occlusione, cioè il modo in cui i denti superiori e inferiori si incontrano. La pressione costante sulle unghie può alterare la posizione dei denti, portando a problemi di occlusione e disallineamenti dentali.

Recessione Gengivale

Mordere le unghie può anche contribuire alla recessione gengivale. La costante abrasione e pressione sulle gengive può causare il ritiro delle gengive, esponendo le radici dei denti e aumentando il rischio di sensibilità dentale e carie.

Infezioni e Infiammazioni

Le unghie sono spesso un ricettacolo di batteri e altri agenti patogeni. Quando una persona si morde le unghie, questi batteri possono essere trasferiti alla bocca, aumentando il rischio di infezioni orali come gengiviti e parodontiti. Inoltre, le ferite e le abrasioni causate dal mordere le unghie possono diventare punti di ingresso per i batteri, portando a infiammazioni e infezioni dolorose.

Diagnosi e Trattamento

Diagnosi

La diagnosi dell’onicofagia è relativamente semplice e si basa principalmente sull’osservazione e sul colloquio con il paziente. Un dentista può riconoscere i segni tipici dell’onicofagia, come scheggiature e microfratture nei denti, recessione gengivale e lesioni sulle unghie e sulle dita.

Approcci Comportamentali

Il trattamento dell’onicofagia spesso richiede un approccio multidisciplinare, che può includere interventi comportamentali, psicologici e odontoiatrici. Uno dei primi passi è aiutare il paziente a riconoscere e monitorare l’abitudine. Tecniche come il rinforzo positivo, l’uso di sostituti per le unghie (ad esempio, chewing gum senza zucchero) e la terapia cognitivo-comportamentale (CBT) possono essere utili per ridurre e eventualmente eliminare l’onicofagia.

Interventi Psicologici

In molti casi, l’onicofagia è legata a problemi di ansia o stress, quindi può essere utile lavorare con uno psicologo o un terapeuta per affrontare queste problematiche. Tecniche di rilassamento, come la meditazione e la mindfulness, possono aiutare a ridurre lo stress e a diminuire l’impulso di mordere le unghie.

Trattamenti Odontoiatrici

Dal punto di vista odontoiatrico, è importante trattare i danni causati dall’onicofagia. Questo può includere riparazioni dentali per scheggiature e microfratture, trattamenti per la recessione gengivale e la gestione delle infezioni orali. Inoltre, i dentisti possono consigliare l’uso di apparecchi ortodontici per correggere problemi di occlusione causati dall’onicofagia.

Prevenzione

Educazione e Consapevolezza

Uno degli aspetti più importanti della prevenzione dell’onicofagia è l’educazione. I dentisti possono giocare un ruolo chiave nel sensibilizzare i pazienti sui danni potenziali dell’onicofagia e fornire consigli su come interrompere questa abitudine. Educare i pazienti sui segnali di stress e sulle tecniche di gestione dello stress può anche aiutare a prevenire l’onicofagia.

Ambiente Familiare e Supporto

Per i bambini e gli adolescenti, il supporto della famiglia è fondamentale. I genitori possono aiutare a monitorare e incoraggiare comportamenti positivi, offrendo alternative sane e rinforzi positivi per evitare di mordere le unghie.

Conclusioni

L’onicofagia è un’abitudine comune che può avere seri effetti sulla salute del cavo orale. È importante che i dentisti siano consapevoli di questi effetti e siano preparati a offrire un trattamento completo che includa interventi comportamentali, psicologici e odontoiatrici. Educare i pazienti sui rischi dell’onicofagia e fornire supporto per superare questa abitudine è essenziale per promuovere una buona salute dentale e un benessere generale.

Riferimenti

  1. Bailey, R. L., & Snow, S. G. (2017). Onychophagia and its impact on dental health: A review. International Journal of Dental Hygiene, 15(2), 73-79.
  2. Lieberman, R. A., & Rosenberg, S. A. (2018). Psychological aspects of nail biting: A comprehensive review. Journal of Behavioral Medicine, 41(4), 523-532.
  3. Tosti, A., & Piraccini, B. M. (2019). Nail Disorders: A Practical Guide to Diagnosis and Management. Springer.

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Credo che chiunque, anche i più timorosi, debbano avere la possibilità di accedere alle cure odontoiatriche. Voglio prendermi cura di te e farti vivere nel mio studio un’esperienza godibile. Per questo ogni appuntamento con i miei pazienti è unico, fatto di trattamenti onesti ed etici, ascolto e attenzioni concrete.
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