Estrazioni dentarie e disturbi della coagulazione: cosa sapere

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Disturbi della coagulazione ed estrazioni dentarie: quale rapporto?

I farmaci antiaggreganti, detti anche farmaci antiaggreganti piastrinici o, più semplicemente farmaci antipiastrinici, sono una categoria di farmaci in grado di interagire negativamente con la funzione di aggregazione piastrinica, prevenendo così la formazione di trombi ed emboli di origine trombotica, e andando quindi a curare alcuni disturbi della coagulazione.

Le indicazioni terapeutiche prevedono pregressi infarti del miocardio o eventi trombociti in generale ovvero la prevenzione degli stessi.

Per l’ennesima volta mi sono trovato davanti un paziente che di sua iniziativa ha sospeso la terapia antiaggregante (la classica Aspirinetta o Cardiaspirina, per capirci, o il Plavix) un paio di giorni prima di venire da me per un’estrazione dentaria.

Nonostante all’anamnesi avesse riferito di far uso di Aspirinetta da oltre 10 anni per un pregresso infarto del miocardio, durante il nostro colloquio informativo mi sono guardato bene dal fargli sospendere la terapia prima dell’estrazione programmata per la settimana successiva.

Disturbi della coagulazione ed estrazioni dentarie: perché non sospendere la terapia con antiaggreganti

I motivi per i quali non faccio praticamente mai sospendere la terapia ai miei pazienti sono molteplici, vediamo di riassumerli brevemente:

Le piastrine hanno una vita più lunga

Le piastrine hanno una vita media di 10 giorni; il farmaco agisce alterando la membrana cellulare e facendo si che le piastrine non riescano più ad aggregarsi tra di loro. Questo significa che dopo 5 giorni di sospensione della terapia restano ancora in circolazione la metà delle piastrine “curate” e quindi non in grado di legarsi tra di loro, abbastanza per provocare un’emorragia. Quindi se davvero volessimo avere una efficace riduzione dalle complicanze emorragiche dovremmo far sospendere la terapia per almeno 7 o 8 giorni.

Sospendere la terapia a lungo può portare molti rischi

Sospendendo quindi la terapia per un così lungo periodo però si ha il rischio di complicanze trombo-emboliche, che possono risultare sicuramente più gravi rispetto a quelle di una emorragia legata ad un’estrazione dentaria, e che possono mettere seriamente a rischio la vita del paziente.

Nessun rischio di emorragia nel nostro studio

Oggigiorno all’interno dello studio abbiamo tutti i presidi necessari per fronteggiare una eventuale emorragia post-estrattiva; disponiamo infatti di spugna di fibrina animale, collagene animale, o ancora cellulosa ossidata o cera da osso; oltre ovviamente ai punti di sutura che possono essere utilizzati per stabilizzare il coagulo ematico all’interno dell’alveolo o i presidi di cui sopra.

Una soluzione ad ogni intervento

Anche quando eseguo degli interventi di implantologia non faccio sospendere la terapia antiaggregante, perché laddove taglio la gengiva alla fine dell’intervento la ricucio, e laddove invece “buco” l’osso per inserire la vite, beh sarà la stessa vite a farmi da tappo.

Va eseguito l’esame INR

Tutt’al più richiedo al paziente di eseguire un esame del sangue che si chiama INR, in grado di permettere di valutare l’efficacia della terapia antiaggregante e confrontarla nel tempo, anche se gli esami del sangue vedono effettuati in laboratori diversi e con differenti reagenti. In genere per valori di INR compresi tra 1,5 e 2,5 non mi preoccupo, se superiore a 2,5 allora richiedo consulenza internista e modulazione della terapia.

Sedazione cosciente per controllo pressione

Se poi l’estrazione viene condotta sotto sedazione con protossido d’azoto, allora il paziente è ancora più tranquillo e si riesce a mantenere sotto controllo anche la pressione.

Evitare alcuni alimenti

Ovviamente è importante spiegare al paziente che nel post operatorio sono assolutamente da evitare cibi caldi, cibi duri, il fumo e sciacqui di qualsiasi tipo, almeno per le prime 24 ore. Informo il paziente che è facile che si formi un ematoma, un livido in corrispondenza della zona trattata, e che in caso di sanguinamento basterà comprimere sulla ferita una garza sterile o, ancora meglio, una bustina di te secca, asciutta, che grazie alle proprietà procoagulanti dell’acido tannico contenuto nelle foglie di te, faciliterà l’arresto del sanguinolento.

Il trattamento non finisce con la visita

e ovviamente a questi pazienti fornisco sempre il mio numero di cellulare per potermi contattare in qualsiasi momento: ha più una valenza psicologica che reale, non mi ha mai chiamato nessuno…

La tua tranquillità,
la mia sfida.

Credo che chiunque, anche i più timorosi, debbano avere la possibilità di accedere alle cure odontoiatriche. Voglio prendermi cura di te e farti vivere nel mio studio un’esperienza godibile. Per questo ogni appuntamento con i miei pazienti è unico, fatto di trattamenti onesti ed etici, ascolto e attenzioni concrete.
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