Cura canalare ed Endodonzia a Roma

Curare l'interno del dente per cercare di conservarlo.

Quando la parte più interna di un dente, la polpa dentale, si infiamma o si infetta a causa di una carie profonda, di un trauma o di altri problemi, può essere necessario intervenire con una cura canalare, comunemente conosciuta come devitalizzazione.

L'obiettivo della terapia endodontica è rimuovere il tessuto infiammato o infetto, detergere e disinfettare il complesso sistema dei canali presenti all'interno delle radici e sigillarlo accuratamente. Lo scopo finale è semplice: cercare di conservare il dente naturale ogni volta che le condizioni cliniche lo consentono.

In Marano Dental Experience® affrontiamo l'endodonzia integrando esperienza clinica, tecnologie diagnostiche tridimensionali, sistemi di ingrandimento e strumenti dedicati alla preparazione e al controllo dei canali radicolari. Perché ciò che vediamo all'esterno di un dente è solo una piccola parte della sua reale complessità.

Quando può essere necessaria una cura canalare?

All'interno del dente si trova la polpa dentale, un tessuto costituito da vasi sanguigni, fibre nervose e tessuto connettivo. Una carie profonda, una frattura, un trauma o, in alcuni casi, precedenti trattamenti odontoiatrici possono determinare un'infiammazione irreversibile o la necrosi della polpa.

Un dolore intenso e spontaneo, una sensibilità al caldo o al freddo che persiste dopo lo stimolo, dolore durante la masticazione, gonfiore o la comparsa di un ascesso possono indicare un problema di origine endodontica.

In altri casi, invece, un dente con polpa necrotica può rimanere completamente asintomatico e il problema può essere individuato durante una visita o attraverso un esame radiografico. Per questo il primo passaggio è sempre una diagnosi accurata.

Una radice non è semplicemente un tubo

Uno degli aspetti più affascinanti e complessi dell'endodonzia è l'anatomia interna del dente. I canali radicolari possono essere estremamente sottili, curvi, dividersi e ricongiungersi. Possono essere presenti canali accessori, istmi e ramificazioni e il numero dei canali può essere diverso da quello normalmente atteso per quel particolare dente.

Trattare un dente endodonticamente significa quindi cercare di individuare, comprendere e trattare un sistema anatomico tridimensionale molto complesso, spesso racchiuso in pochi millimetri. Ed è proprio qui che la tecnologia può fare la differenza.

Sezione di un dente: camera pulpare e canali radicolari

Come eseguiamo una cura canalare

1. Misurare: il localizzatore apicale

Una volta individuati i canali, uno dei primi obiettivi è determinare con precisione la loro lunghezza di lavoro. È fondamentale sapere fino a quale punto all'interno della radice devono essere eseguite la preparazione, la detersione e la successiva otturazione del canale.

Per questo utilizziamo un localizzatore elettronico apicale, uno strumento che permette di determinare elettronicamente la posizione della porzione terminale del canale radicolare. Il dato fornito dal localizzatore, integrato con la valutazione clinica e gli esami radiografici necessari, consente un controllo accurato di questa importante fase della terapia.

2. Sagomare: la strumentazione meccanica

Una volta determinata la lunghezza di lavoro, i canali vengono progressivamente preparati attraverso strumenti endodontici meccanici. La moderna strumentazione consente di lavorare anche all'interno di canali sottili e curvi, cercando di rispettarne il più possibile l'anatomia originaria.

La sagomatura non ha semplicemente lo scopo di allargare il canale. Serve soprattutto a creare le condizioni affinché le soluzioni irriganti possano raggiungere e detergere in maniera efficace il sistema endodontico e affinché, al termine della terapia, sia possibile procedere alla sua sigillatura. In endodonzia, infatti, sagomatura e detersione sono due fasi strettamente collegate.

3. Detergere e disinfettare il sistema canalare

Gli strumenti meccanici possono lavorare sulle pareti principali del canale, ma non possono raggiungere ogni sua ramificazione. Istmi, canali laterali, irregolarità e recessi anatomici rendono fondamentale la fase di irrigazione e disinfezione chimica.

Durante il trattamento vengono quindi utilizzate specifiche soluzioni irriganti con l'obiettivo di rimuovere residui organici, ridurre la contaminazione microbica e detergere aree che non possono essere raggiunte direttamente dagli strumenti. È uno dei passaggi fondamentali dell'intera terapia endodontica.

4. Ozonoterapia: una possibilità in più nei casi selezionati

Nel nostro studio disponiamo anche di un sistema di ozonoterapia, che può essere integrato, quando ritenuto clinicamente indicato, all'interno del protocollo endodontico. L'ozono possiede proprietà antimicrobiche ed è stato studiato in endodonzia come possibile supporto alle procedure di disinfezione del sistema canalare. Il suo utilizzo viene però considerato complementare.

L'ozono non sostituisce infatti la preparazione meccanica né i protocolli convenzionali di irrigazione e disinfezione dei canali. Per noi disporre di una tecnologia in più non significa necessariamente utilizzarla in ogni trattamento: significa poterla integrare quando le caratteristiche del singolo caso ne suggeriscono l'impiego.

Odontoiatra al microscopio operatorio durante un trattamento

Vedere meglio per trattare meglio

Microscopio operatorio ZEISS EXTARO 300

In endodonzia si lavora all'interno di spazi estremamente piccoli. Un canale aggiuntivo può avere un imbocco di dimensioni minime. Una calcificazione può nascondere l'accesso al sistema canalare. In un dente già trattato può essere necessario identificare dettagli difficilmente apprezzabili ad occhio nudo.

Per questo, nei casi in cui è indicato, possiamo eseguire le procedure endodontiche con l'ausilio del microscopio operatorio ZEISS EXTARO 300. L'ingrandimento, associato all'illuminazione coassiale del campo operatorio, permette di osservare dettagli che sarebbero molto più difficili da identificare senza magnificazione.

  • ricercare canali aggiuntivi
  • individuare imbocchi canalari molto piccoli
  • gestire canali calcificati
  • affrontare anatomie complesse
  • eseguire ritrattamenti endodontici
  • individuare materiali presenti all'interno del dente
  • gestire alcune complicanze di precedenti trattamenti

Non si tratta semplicemente di vedere più grande. Si tratta di poter vedere meglio proprio dove, in endodonzia, pochi decimi di millimetro possono essere importanti.

Il microscopio operatorio

E quando una radiografia bidimensionale non basta?

CBCT 4×4 HD: entrare nell'anatomia tridimensionale del dente

Una normale radiografia endorale rappresenta su un'immagine bidimensionale strutture che, nella realtà, si sviluppano nelle tre dimensioni dello spazio.

Nella maggior parte dei casi le radiografie endorali, associate alla valutazione clinica, forniscono le informazioni necessarie. Esistono però situazioni nelle quali è importante conoscere più approfonditamente l'anatomia interna del dente o comprendere l'origine di un problema che non risulta completamente interpretabile attraverso le sole immagini bidimensionali.

In questi casi possiamo eseguire direttamente in studio una CBCT ad alta definizione con campo di acquisizione limitato 4×4 cm. Il piccolo campo di acquisizione permette di concentrare l'esame sulla regione anatomica di interesse, ottenendo immagini tridimensionali ad elevato dettaglio e limitando l'esposizione alla zona che deve essere studiata.

  • morfologia delle radici
  • presenza e decorso dei canali
  • presenza di canali aggiuntivi
  • curvature e variazioni anatomiche
  • eventuali lesioni periapicali
  • riassorbimenti interni o esterni
  • anatomia di denti già sottoposti a trattamento endodontico
  • rapporti con le strutture anatomiche circostanti

La CBCT può risultare particolarmente utile nei casi complessi e nei ritrattamenti endodontici, nei quali comprendere l'anatomia tridimensionale può modificare la diagnosi o la pianificazione del trattamento.

La TAC 3D Cone Beam
Radiografia panoramica delle arcate dentali

Più informazioni, solo quando servono

La possibilità di eseguire una CBCT 4×4 HD non significa che questo esame venga effettuato per ogni cura canalare. L'utilizzo delle radiazioni ionizzanti deve essere sempre giustificato dal beneficio diagnostico atteso. Per questo la CBCT viene prescritta solo quando le informazioni aggiuntive che può fornire sono ritenute utili per la diagnosi o per la pianificazione del trattamento.

Sigillare il sistema canalare

Una volta completate la preparazione e la detersione, il sistema dei canali radicolari viene asciugato e sigillato con materiali endodontici dedicati. L'obiettivo è ottenere una chiusura stabile dello spazio precedentemente occupato dalla polpa e completare così la fase endodontica del trattamento.

Ma una cura canalare non termina necessariamente con l'otturazione dei canali. Il dente deve successivamente essere ricostruito in maniera adeguata, scegliendo il tipo di restauro in funzione della quantità di tessuto dentale residuo, della posizione del dente e dei carichi a cui sarà sottoposto. Preservare il dente significa infatti non soltanto curarne l'interno, ma anche proteggerlo e restituirgli funzione nel tempo.

Tecnologia e competenza: non una al posto dell'altra

Localizzatore apicale, strumentazione meccanica, ozonoterapia, microscopio operatorio e CBCT 3D non sostituiscono la competenza clinica dell'odontoiatra. Sono strumenti che permettono di misurare, vedere e conoscere meglio ciò che dobbiamo trattare.

Il nostro approccio all'endodonzia parte proprio da questo principio: utilizzare le tecnologie disponibili non perché siano necessariamente necessarie in ogni caso, ma perché possano essere impiegate quando aggiungono informazioni o controllo al trattamento.

Vedere meglio. Conoscere meglio l'anatomia. Trattare con maggiore consapevolezza. Con un unico obiettivo: fare tutto il possibile per conservare il dente naturale.

E se ho paura della cura canalare?

La devitalizzazione viene ancora frequentemente associata all'idea di un trattamento doloroso. Oggi, grazie alle moderne tecniche di anestesia locale, una terapia canalare può essere eseguita nella grande maggioranza dei casi in condizioni di comfort.

Per i pazienti particolarmente ansiosi possiamo inoltre valutare l'impiego del Metodo Piuma® e della sedazione cosciente inalatoria con protossido d'azoto e ossigeno, per aiutarli ad affrontare il trattamento in maniera più serena.

Perché la qualità di una cura non dipende soltanto da ciò che facciamo sul dente, ma anche da come il paziente vive l'esperienza del trattamento.

Scopri il Metodo Piuma®

Domande frequenti sulla cura canalare

Sostanzialmente sì. «Devitalizzazione» è il termine comunemente utilizzato dai pazienti, mentre in odontoiatria si parla più propriamente di terapia o trattamento endodontico. Il trattamento consiste nella rimozione della polpa infiammata o necrotica, nella preparazione, detersione e disinfezione del sistema dei canali radicolari e nella loro successiva sigillatura.

Il trattamento viene eseguito normalmente in anestesia locale con l'obiettivo di renderlo confortevole. In presenza di un'infiammazione pulpare particolarmente intensa possono essere necessarie tecniche anestesiologiche aggiuntive. Per i pazienti particolarmente ansiosi possiamo inoltre valutare la sedazione cosciente inalatoria.

Dipende dal dente e dalla complessità del caso. Un incisivo con un singolo canale presenta caratteristiche molto diverse rispetto a un molare con più radici e un'anatomia canalare complessa. Anche la presenza di infezioni, calcificazioni o la necessità di ritrattare un dente già sottoposto a terapia endodontica può influire sulla durata e sul numero delle sedute.

No. Il microscopio è uno strumento particolarmente utile quando è necessario aumentare la capacità di osservazione del campo operatorio, ad esempio nella ricerca di canali aggiuntivi, nei canali calcificati, nelle anatomie complesse e nei ritrattamenti. Il suo utilizzo viene valutato in funzione delle caratteristiche del caso.

No. La CBCT non è un esame da eseguire automaticamente prima di ogni trattamento endodontico. Viene prescritta quando esiste una specifica indicazione e quando le informazioni tridimensionali possono essere utili per la diagnosi o per la pianificazione del trattamento.

Il localizzatore elettronico apicale aiuta a determinare la lunghezza di lavoro del canale, fornendo un'informazione importante per stabilire fino a quale livello devono essere eseguite la preparazione, la detersione e la successiva otturazione.

In alcuni casi può essere utilizzato come trattamento complementare nell'ambito delle procedure endodontiche. L'ozono possiede proprietà antimicrobiche, ma non sostituisce la preparazione meccanica e i protocolli convenzionali di irrigazione e disinfezione canalare. Il suo eventuale impiego viene quindi valutato dall'odontoiatra sulla base delle caratteristiche del singolo caso.

La vulnerabilità di un dente sottoposto a terapia canalare dipende soprattutto dalla quantità di tessuto dentale che è stata persa a causa di carie, fratture e precedenti restauri. Per questo, dopo la terapia endodontica, è importante valutare attentamente quale ricostruzione sia più indicata per proteggere il tessuto residuo.

Non esiste una durata prestabilita. Un dente correttamente trattato, adeguatamente restaurato e mantenuto nel tempo può rimanere funzionale per molti anni. La prognosi dipende però dalla situazione di partenza, dalla quantità di tessuto dentale residuo, dalle condizioni parodontali, dalla qualità del trattamento e del restauro e dal mantenimento nel tempo.

Sì. Come qualsiasi trattamento medico, anche la terapia endodontica non può garantire il successo nel 100% dei casi. Anatomie particolarmente complesse, infezioni persistenti, canali non trattati, fratture o altri fattori possono determinare la persistenza o la comparsa di una problematica endodontica. In questi casi può essere necessario valutare un ritrattamento endodontico, una procedura chirurgica o, quando il dente non è più recuperabile, la sua estrazione.

Ogni situazione deve essere valutata individualmente. Quando il dente è recuperabile e presenta condizioni biologiche e strutturali compatibili con una prognosi favorevole, conservare il dente naturale rappresenta uno degli obiettivi fondamentali dell'odontoiatria. La decisione deve però essere presa dopo aver valutato non soltanto il problema endodontico, ma anche la quantità di tessuto dentale residuo, le condizioni parodontali e la possibilità di ricostruire adeguatamente il dente.

In Marano Dental Experience® possiamo eseguire direttamente in studio gli approfondimenti diagnostici necessari e, quando indicato, integrare il trattamento con localizzatore apicale, strumentazione meccanica, ozonoterapia, microscopio operatorio ZEISS EXTARO 300 e CBCT 4×4 HD.

Perché l'obiettivo dell'endodonzia non è semplicemente «devitalizzare». È conservare il tuo dente naturale, quando è possibile.

Hai dolore a un dente o devi effettuare una cura canalare?

Il primo passo è capire perché il dente fa male e se può essere conservato. Scrivici: il Dott. Marano risponde personalmente.

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