Dentista e gravidanza e allattamento: tra mito e realtà!

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Ancora oggi mi sento chiedere dalle mie pazienti: ma si può andare dal dentista durante gravidanza e allattamento? La risposta è NO, in gravidanza non si può andare… si deve andare! Durante la gravidanza non c’è nessuna controindicazione alle cure odontoiatriche, anzi, è sentitamente consigliato. E allora perché questi tabù? Secondo me per “sadismo” nei confronti delle donne in dolce attesa! Vediamo se riesco a sfatare alcuni miti e a dare qualche certezza.

Anestesia dentista in gravidanza: si può fare?

Si può eseguire l’anestesia locale dal dentista in gravidanza, a patto che sia anestesia senza adrenalina (un vasocostrittore comunemente utilizzato negli anestetici locali per ridurre il sanguinamento e prolungare l’effetto), per evitare l’induzione di contrazioni.

In genere è sconsigliato eseguire l’anestesia locale durante i primi e gli ultimi tre mesi: i primi tre mesi sono “a rischio” per moltissime cose e sono i mesi in cui l’embrione si trasforma in feto e nei quali c’è la più alta probabilità di aborto e risulterebbe impossibile stabilire un nesso causale tra un aborto spontaneo e l’anestesia.

Allo stesso modo negli ultimi tre mesi è sconsigliata perché sarebbe difficile stabilire il nesso causale tra una nascita prematura e l’operato del dentista.

Nei tre mesi centrali della gravidanza invece nessuna controindicazione all’anestesia locale dal dentista, anzi. Immagina infatti di avere una carie quando sei in dolce attesa e di pensare di curarla senza anestesia: già così ti vengono i brividi e ti contrai tutta al solo pensiero. 

Unica avvertenza: l’anestetico potrebbe attraversare la barriera placentare e provocare sonnolenza anche nel più scalmanato bambino, per cui le future mamme non sentendo più i calcetti potrebbero allarmarsi. Ovviamente questo non avviene se opportunamente informate.

Anestesia dentista in allattamento: cosa sapere

Per quanto riguarda anestesia locale dal dentista e allattamento, anche qui nessuna controindicazione; tuttavia, nonostante si tratti di una anestesia locale, l’anestetico potrebbe “passare” nel latte materno rendendolo amaro e sgradevole per il bambino, che addirittura potrebbe da quel momento in poi rifiutarlo.

Per cui consiglio alle mamme di tirare il latte prima di andare dal dentista e conservarlo in modo da avere una poppata di riserva, e di tirare e buttare quello successivo alla seduta.

 

Carie in gravidanza: il rischio aumenta?

Mi è capitato di aver sentito dire che durante la gravidanza o l’allattamento il bambino succhia tutto il calcio dai denti, cosa che provoca carie.

Non c’è niente di più falso: Il calcio dello smalto e della dentina, a differenza di quello delle ossa, non è metabolizzabile da parte del nostro organismo: lì nasce e lì muore, non può entrare in circolo e quindi il bambino non lo può sottrarre alla mamma.

Si possono eseguire radiografie odontoiatriche durante la gravidanza

Purtroppo gli effetti teratogeni (in grado di provocare cioè delle mutazioni genetiche) delle radiazioni ionizzanti sul feto sono nella memoria di tutti. Basta pensare ai bambini nati a Hiroshima e Nagasaki dopo il bombardamento, o ai bambini nati dopo le catastrofi nucleari come quella di Chernobyl.

Vero è che in odontoiatria, grazie all’avvento delle tecnologie digitali che richiedono tempi di esposizione ai raggi X di frazioni di secondo e all’utilizzo di grembiuli piombati il rischio sarebbe praticamente pari a zero; tuttavia se possibile non rischierei.

Per capirci, a mia moglie non avrei fatto una radiografia in gravidanza, a meno che non fosse stata in pericolo di vita lei o il bambino. Ma non sarà certo una carie, un mal di denti o un dente del giudizio che fa i capricci a mettere a repentaglio la tua vita.

Durante la gravidanza non si possono eseguire estrazioni dentarie

Da quanto avrai letto sopra, in realtà nei tre mesi centrali della gravidanza non c’è nessuna controindicazione ad eseguire un’anestesia locale dal dentista. Tuttavia in genere prima di eseguire un’estrazione dentaria è bene approfondire la diagnosi ricorrendo ad una  radiografia, per valutare in primis la necessità dell’estrazione e cercare di capire se quel dente può essere salvato o meno.

E poi la radiografia permette di evidenziare l’eventuale presenza di patologie attorno alla radice non visibili all’esame clinico. Infine potrebbero essere indicate delle radiografie per valutare la vicinanza, ad esempio, di un dente del giudizio inferiore con il nervo alveolare. Per cui capirai da te che se possibile, è bene procrastinare l’estrazione al termine della gravidanza, a meno che il tuo dentista non disponga già di un esame radiografico recente.

Durante la gravidanza ho perso un dente

Se durante la gravidanza non sei andata dal dentista probabilmente hai perso il dente. Ma non è stata certo la gravidanza la causa.

 

Durante la gestazione l’organismo della mamma fa di tutto per nutrire il figlio, per cui si liberano tantissimi ormoni che provocano vasodilatazione periferica: di questa vasodilatazione ne risentiranno anche le gengive che, anche se soltanto leggermente infiammate, inizieranno a sanguinare copiosamente. Per cui la mamma, alla vista di tutto quel sangue, laverà meno bene i denti, aumentando quindi l’accumulo di placca e la conseguente infiammazione con sanguinamento annesso.

Se non si interviene durante la gravidanza con le sedute di igiene professionale a interrompere questo circolo vizioso, allora la risposta diventerà VERO.

La tua tranquillità,
la mia sfida.

Credo che chiunque, anche i più timorosi, debbano avere la possibilità di accedere alle cure odontoiatriche. Voglio prendermi cura di te e farti vivere nel mio studio un’esperienza godibile. Per questo ogni appuntamento con i miei pazienti è unico, fatto di trattamenti onesti ed etici, ascolto e attenzioni concrete.
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